Genesi 19

1  Dopo il suo ritorno dalla sconfitta di Kedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma gli andò incontro nella valle di Shaveh, (che è la Valle del re).

2  Allora Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino. Egli era sacerdote del Dio Altissimo.

3  E benedisse Abramo, dicendo: "Benedetto sia Abramo dal Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra!

4  E benedetto sia il Dio Altissimo, che ti ha dato nelle mani i tuoi nemici!". E Abramo gli diede la decima di ogni cosa.

5  Poi il re di Sodoma disse ad Abramo: "Dammi le persone, e prendi i beni per te".

6  Ma Abramo rispose al re di Sodoma: "Ho alzato la mia mano all'Eterno, il Dio Altissimo, padrone dei cieli e della terra,

7  che non avrei preso niente di ciò che ti appartiene, neppure un filo o un legaccio dei calzari, perché tu non abbia a dire: "Io ho arricchito Abramo".

8  Non prenderò nulla per me ad eccezione di ciò che hanno mangiato i giovani e la parte che spetta agli uomini che sono venuti con me: Aner, Eshkol e Mamre; lascia che essi prendano la loro parte".

9  Dopo queste cose, la parola dell'Eterno fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: "Non temere o Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima".

10  Ma Abramo disse: Signore, Eterno, che mi darai, perché sono senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco?".

11  Poi Abramo soggiunse: "tu non mi hai dato alcuna discendenza; Ora ecco, uno nato in casa mia sarà mio erede".

12  Allora la parola dell'Eterno gli fu rivolta, dicendo: Questi non sarà tuo erede; ma colui che uscirà dalle tue viscere sarà tuo erede".

13  Poi lo condusse fuori e gli disse: "Mira il cielo e conta le stelle, se le puoi contare", quindi aggiunse: "Così sarà la tua discendenza".

14  Ed egli credette all'Eterno, che glielo mise in conto di giustizia.

15  Poi l'Eterno gli disse: "Io sono l'Eterno che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei, per darti questo paese in eredità".

16  E Abramo chiese: "Signore, Eterno da che cosa posso io sapere che l'avrò in eredità?".

17  Allora l'Eterno gli disse: "Portami una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un montone di tre anni, una tortora e un piccione giovane".

18  Allora Abramo gli portò tutti questi animali, li divise in due e pose ciascuna metà di fronte all'altra; ma non divise gli uccelli.

19  Ora alcuni uccelli rapaci calarono sulle bestie morte ma Abramo li scacciò.

20  Verso il tramontare del sole, un profondo sonno cadde su Abramo; ed ecco, uno spavento una oscurità profonda caddero su di lui.

21  Allora l'Eterno disse ad Abramo: "Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro, e vi saranno schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni.

22  Ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi; dopo questo, essi usciranno con grandi ricchezze.

23  Quanto a te, te ne andrai in pace presso i tuoi padri, e sarai sepolto dopo una bella vecchiaia.

24  Ma alla quarta generazione essi torneranno qui, perché l'iniquità degli Amorei non è ancora giunta al colmo".

25  Ora come il sole si fu coricato e scesero le tenebre, ecco una fornace fumante ed una torcia di fuoco passare in mezzo agli animali divisi.

26  In quel giorno l'Eterno fece un patto con Abramo dicendo: "Io do alla tua discendenza questo paese, dal torrente d'Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate:

27  i Kenei i Kenizei, i Kadmonei,

28  gli Hittei, i Perezei, i Refei,

29  gli Amorei, i Cananei, i Ghirgasei e i Gebusei".

30  Ora Sarai, moglie di Abrahamo, non gli aveva dato alcun figlio. Ella aveva una serva egiziana di nome Agar.

31  Così Sarai disse ad Abramo: "ecco, l'Eterno mi ha impedito di avere figli; deh, entra dalla mia serva; forse potrò avere figli da lei". E Abramo diede ascolto alla voce di Sarai.

32  Sarai dunque, moglie di Abramo, dopo che Abramo aveva dimorato dieci anni nel paese di Canaan, prese la sua serva Agar, l'Egiziana, e la diede in moglie ad Abramo suo marito.

33  Ed egli entrò da Agar, che rimase incinta; ma quando si accorse di essere incinta, guardò la sua padrona con disprezzo.

34  Allora Sarai disse ad Abramo: "La responsabilità per l'offesa fattami ricada su di te. Sono stata io a darti nelle braccia la mia serva; ma da quando si è accorta di essere incinta mi guarda con disprezzo. L'Eterno sia giudice fra me e te".

35  Abramo rispose a Sarai: "Ecco, la tua serva è in tuo potere; fa' di lei ciò che ti pare". Sarai allora la trattò duramente, ed ella fuggì dalla sua presenza.

36  Ora l'Angelo dell'Eterno la trovò presso una sorgente d'acqua nel deserto, presso la sorgente sulla strada di Shur,

37  e le disse: "Agar, serva di Sarai, da dove vieni e dove vai?". Ella rispose: "Me ne fuggo dalla presenza della mia padrona Sarai".

38  Allora l'Angelo dell'Eterno le disse: "Torna dalla tua padrona, e sottomettiti alla sua autorità".